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Dieta e Fondamentali!

Quali sono i segreti per perdere peso? E quali accortezze occorrono per mantenere il peso forma una volta che lo si sia raggiunto?

 

Ma cosa altro si può fare per perdere i chili di troppo e tenerli lontani? Quali sono le ultime scoperte scientifiche in questo campo così rilevante?  In questo Post, vogliamo mettere in luce proprio queste ricerche.  

 

Ti presentiamo le ultime novità affinché tu possa condividerle e mostrare come, con 6 semplici cambiamenti nel regime alimentare e nello stile di vita quotidiano, sia possibile raggiungere, uno stato di forma ideale e una vita migliore!


1) Alimentazione ad alto contenuto di proteine per la perdita di peso, più sazietà e un metabolismo equilibrato...

 

Probabilmente hai già sentito parlare del fatto che per perdere peso occorre creare un deficit di energia: assumere meno calorie o bruciarne di più, in modo da intaccare le riserve accumulate, per poi raggiungere e mantenere il peso forma. Ma negli ultimi anni gli scienziati si sono interessati, oltre che a cosa sia meglio mangiare, anche a come sia meglio farlo per ottenere il massimo risultato in termini di perdita di peso. 

 

In altre parole, la composizione dei tuoi pasti, la proporzione tra proteine, carboidrati e grassi che assumi è ora considerata un fattore altrettanto importante. Nel corso degli anni è costantemente cresciuto il numero di studi scientifici che attestano l’utilità delle proteine ai fini della perdita di peso. 

 

Pasti ricchi di proteine aiutano infatti ad aumentare il senso di sazietà in misura superiore ai carboidrati e ai grassi, e promuovono cambiamenti positivi nella struttura del corpo (si perde più grasso, mentre viene preservata la massa muscolare), rispetto alle diete con un contenuto di proteine normale. 

 

E ci sono anche altre buone notizie a questo riguardo! Una alimentazione con un maggior apporto di proteine sembrerebbe prevenire anche il calo nella capacità di bruciare calorie (consumo energetico a riposo) che generalmente si registra a seguito di una dieta per la riduzione del peso.

 

In una meta-analisi pubblicata dall’American Journal of Clinical Nutrition, i ricercatori hanno valutato in modo sistematico 24 studi durante i quali sono stati monitorati 520 individui che hanno adottato una dieta con un alto contenuto di proteine e 543 individui che invece hanno mantenuto una dieta standard. 

 

È stato così possibile evidenziare come nei soggetti con una dieta ad alto tenore di proteine si riscontrasse una significativa diminuzione nel calo di Consumo Energetico a Riposo (Resting Energy Expenditure, REE), che si registra tipicamente al termine di una dieta finalizzata alla perdita di peso. Infatti, i ricercatori hanno potuto constatare

come la dieta ad alto contenuto proteico aiutasse a prevenire la diminuzione di questo valore di quasi 600 calorie! 

 

Questo da solo costituisce un fattore in grado di fare una grande differenza ai fini del successo del tuo piano di perdita di peso!      


2) Tenere i muscoli in forma con una combinazione di proteine della soia e del latte....

 

Esaminando il controllo del peso in relazione con la prestazione atletica, il consumo di proteine rappresenta

una delle aree di ricerca più importanti nel settore della nutrizione.

Alcuni atleti fanno affidamento sul siero del latte per procurarsi le proteine per costruire la massa muscolare, mentre i vegani preferiscono la soia come fonte di proteine di alta qualità di origine vegetale.

 

Gli studi condotti in merito hanno consentito di scoprire che, sebbene le proteine di soia e latte siano entrambe fonti complete di amminoacidi di alta qualità, queste hanno un diverso grado di digeribilità. 

Questo a sua volta influisce sul modo in cui i rispettivi amminoacidi entrano in circolo e contribuiscono a stimolare la produzione di proteine dei muscoli. Le proteine contenute nella soia e nei latticini contengono differenti quantità di leucina, un amminoacido ramificato utilizzato come segnale chiave per stimolare la sintesi proteica da parte della massa muscolare. 

 

Gli studi suggeriscono anche come l’apporto di proteine dei derivati del latte giochi un ruolo importante nel prevenire il catabolismo delle proteine muscolari. Scoperte come queste hanno sollevato la domanda, da parte tanto degli scienziati che degli atleti: “Qual è la migliore fonte di proteine per ottenere i massimi risultati in termini di costruzione dei muscoli?”

 

Ebbene, i risultati dell’area di ricerca, in continua espansione, che mette a confronto le differenti fonti alimentari di proteine sembrano suggerire come i migliori risultati si possano ottenere con una combinazione di proteine derivate dalla soia e da derivati del latte.

 

I ricercatori dell’Università del Texas hanno condotto uno studio a doppio cieco con placebo su 20 giovani atleti in buona salute: alcuni di loro sono stati alimentati con una miscela di proteine (soia, siero e caseina), altri solo con siero, al termine di un pesante esercizio fisico delle gambe della durata di un ora. 

 

È stata eseguita all’inizio dello studio e in due momenti successivi all’esercizio una biopsia del tessuto muscolare: i ricercatori hanno così verificato che la velocità di sintesi delle proteine muscolari era stimolata da entrambe le fonti alimentari di proteine, ma con una intensità maggiore nel caso della miscela di proteine. I ricercatori hanno perciò concluso che la miscela di proteine che apporta sia le proteine a rapida assimilazione che quelle assimilate più lentamente può aver utilmente erogato aminoacidi per un tempo più lungo alle fibre muscolari, consentendo loro di prolungare il periodo di sintesi delle proteine muscolari.

 


3) Assumi le fibre necessarie a prevenire l’aumento di peso .....

 

Secondo vari studi, gli uomini nel mondo occidentale accumulano  in media 0,5-1 Kg l’anno. Può sembrare

poco, ma di anno in anno questo peso rischia di cumularsi. Prima ancora di rendersene conto può accadere di aver accumulato 10 Kg e manifestare i primi sintomi dei disturbi correlati al sovrappeso, come il diabete di tipo 2. La buona notizia è che c’è un sistema che può consentire di prevenire questo processo di accumulo del peso. Il segreto? 

 

Mangiare più fibre. In uno studio pubblicato dal Journal of Nutrition, i ricercatori della Brigham Young University

dello Utah hanno analizzato le abitudini alimentari di 252 donne di mezza età per quasi due anni riscontrando, in un campione che ha aumentato il consumo di fibra, una riduzione di peso, mentre in quelle che avevano diminuito l’assunzione di fibre il peso era aumentato.

 

 

Gli scienziati hanno calcolato che per ogni 8g di fibre per 1000 calorie consumate, le donne avevano perso 2,5 kg al termine dello studio. Questo è stato un dato costante indipendentemente da quante fibre le donne assumessero prima dell’inizio dello studio, che variava tra i 3 e i 25 grammi al giorno.

 

Stai cercando un modo per assumere più fibre? Mangia più frutti di bosco, fagioli e cereali integrali e prendi in considerazione l’idea di aggiungere NeoLifeShake  alla tua alimentazione quotidiana.

Potrai godere dell’apporto di 5g di fibre per porzione estratti da fonti alimentari integrali come soia, avena e guar!


4) Appetito e controllo del peso: il ruolo degli ormoni gastrointestinali...

 

Si ritiene che il senso di sazietà che arriva dopo i pasti sia regolato da un sistema sensoriale che invia una serie di messaggi dall'intestino alle aree cerebrali che regolano l’appetito. Nel nostro cervello, l’ipotalamo risponde agli elementi nutrizionali e alla carica di energia che ne deriva, mentre nel sistema gastrointestinale gruppi di cellule producono diversi ormoni che controllano il nostro appetito.

 

La nostra comprensione del ruolo che questi ormoni svolgono nel controllo dell’appetito è aumentata esponenzialmente nel corso degli ultimi dieci anni, essendo nato un grande interesse da parte del mondo scientifico

sulle modalità attraverso cui questi ormoni potrebbero essere utilizzati per prevenire l’obesità o contrastarla. 

 

Gli ormoni che più hanno attratto l’attenzione degli scienziati sono la leptina, la grelina e la colecistochinina

(CCK). Inoltre, sono stati recentemente individuati altri ormoni come GLP-1, PYY e OXM, che sembrano tutti coinvolti nel meccanismo nell'inibire l’ulteriore assunzione di cibo e sono oggetto di numerose ricerche.

 

I ricercatori australiani hanno esaminato gli effetti della composizione dei pasti (modificando le proporzioni tra grassi, proteine e carboidrati) sugli ormoni gastrointestinali, sull'appetito e sugli introiti energetici che ne derivano in un gruppo di uomini magri e obesi.

 

 Nel loro insieme, gli studi hanno confermato l’innalzamento dell’effetto di sazietà indotto da una dieta ricca di proteine e sembrano indicare che la risposta degli ormoni gastrointestinali possa essere, almeno in parte, responsabile di questi effetti.


5) L’orario dei pasti può essere determinante ai fini del controllo del peso...

 

Nuove ricerche sembrano indicare che, oltre a mantenere un equilibrio tra lecalorie che si assumono attraverso l’alimentazione e quelle che si bruciano, per mantenere il peso forma anche l’orario dei pasti può essere determinante. 

 

In uno studio su larga scala condotto dai ricercatori del Brigham and Womens’s Hospital, in collaborazione con l’Università di Murcia e la Tufts University, 420 soggetti in sovrappeso hanno seguito un programma per la perdita del peso della durata di 20 giorni. 

 

I partecipanti allo studio sono stati divisi in due gruppi sulla base dell’orario del loro pasto principale.

Sono stati definiti “ante” coloro che facevano il pasto principale prima delle 3 del pomeriggio, mentre “post” coloro che lo facevano più tardi. I ricercatori hanno così scoperto che i “post” hanno perso peso in misura significativamente minore rispetto agli “ante”.

 

Tra i “post”, inoltre, è stata registrata una minore sensibilità all'insulina, il che costituisce un fattore di rischio per il diabete.


6) Tenere il peso perso lontano: un’alimentazione a bassa risposta glicemica può aiutare...

 

Quando si tratta di raggiungere il proprio peso forma, perdere peso è solo metà del risultato. L’altra metà è imparare a non recuperare il peso negli anni successivi. Nuove ricerche suggeriscono che adottare una dieta ricca di fibre e a bassa risposta glicemica può aiutare anche a tenere lontani i chili di troppo.

 

Anche se sono necessari ulteriori studi per confermare questi effetti sul REE (Consumo Energetico a Riposo), una dieta a bassa risposta glicemica sembra assicurare vantaggi metabolici rispetto ad altri tipi di dieta, se l’obiettivo è quello di mantenere il peso forma nel lungo periodo.

 

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